
CON lo sciopero dei e dai generi pratichiamo la liberazione di tutte le soggettività e affermiamo il diritto all’autodeterminazione sui corpi contro le violenze, le patologizzazioni e psichiatrizzazioni imposte alle persone trans e intersex e contro l’abilismo che discrimina le persone differentemente abili.
Con lo sciopero dei consumi e dai consumi riaffermiamo la volontà di imporre un cambio di sistema che disegni un modo di vivere sulla terra alternativo alla guerra, alle colonizzazioni, allo sfruttamento della terra, dei territori, dei corpi umani e animali.
Nel corso di questi anni ci abbiamo pensato, abbiamo organizzato seminarie, incontri, ci siamo messu in relazione e abbiamo pensato di pubblicare qui una lista di pratiche possibili per l’8marzo 2020 ma anche oltre perchè LOTTO ogni giorno (slogan preso in prestito dalle compagne del canton Ticino)
Come tradurre i nostri obiettivi in azioni di sciopero sociale l’8 marzo ma anche come dare a questo sciopero la possibilità di trasformarsi in comportamenti e pratiche di trasformazione, che alternative a livello di consumo, microeconomie, produzione, distribuzione possiamo costruire insieme, come riaffermare il nostro anticapitalismo e antispecismo attraverso queste pratiche?
Queste sono alcune idee che si possono praticare e assumere se lo si desidera ma potrebbero esserci altre idee. Se hai idee e proposte scrivici a retecorpieterranudm@gmail.com e le pubblicheremo nel sito
- Partecipiamo alla campagna per la depatologizzazione e depsichiatrizzazione di tutte le soggettività, la cancellazione della 164 con l’obiettivo di una legge che rispetti la libera autodeterminazione di genere e transgenere
- Assumiamo e dichiariamo nominandolo che le nostre assemblee e manifestazioni sono sempre attraversate dalle soggettività LGTBQIPAK+ corpi liberi con il desiderio di riconoscerci e di autodeterminarci, esprimendo così tutta la potenza del movimento transfemminista cresciuta e sedimentata in questi anni, oltre la ritualità dell’8 Marzo
- Riaffermiamo l’obiettivo dell’ apertura dei consultori a tutte le soggettività , superamento dei limiti di età, presenza di tutte le soggettività nelle assemblee dei consultori e come operatoru (lavoro sulla partecipazione, sulla formazione di chi opera nei consultori per una comlda accoglienza)
- Lavoriamo all’apertura di nuove consultorie autogestite e transfemministe anche nelle università dove tutte le soggettività possano trovare agio e spazio
- Partecipiamo, proponiamo, organizziamo progetti che contrastino la LGBPT*QIA+fobia e che preveda questo reato tra le aggravanti specifiche nei crimini d’odio e hate speech.
- Promuoviamo praticando l’utilizzo di un linguaggio non binario negli ambiti formali e informali della vita quotidiana e accademica (uso della u, della schwa, delle parole troncate)
- Sosteniamo le azioni di denuncia delle pratiche di mutilazioni genitali per neonatu intersex nei luoghi in cui si praticano
- Ci ribelliamo nelle pratiche quotidiane all’imposizione del binarismo di genere fintamente poggiato sul dato biologico, che appiattisce le infinite differenze tra i corpi per poter così più facilmente gerarchizzare, sfruttare, silenziare.
- Promuoviamo inchieste nei luoghi di lavoro sulla condizione sociale e lavorativa delle soggettività LGTBQIPAK+ perchè lo sciopero possa diventare davvero sciopero transfemminista e non lo sciopero “delle donne” (non tutte le donne sono femministe e/o transfemministe e non tutte le persone transfemministe sono “donne”)
- Fermiamo completamente i consumi tuttə insiemə. Agiamo questa nostra forza. Niente spesa, acquisti e uso elettrodomestici, prodotti di frutto di sofferenza animale. Lanciamo un NO al consumo e un Sì alle economie alternative che hanno a cuore la Terra, i Corpi, i Territori e gli Spazi Urbani. Lo sciopero dei consumi ha l’obiettivo di sottrarci al mercato consumista/capitalista capace solo di pensare al profitto, al furto e alla colonizzazione dei corpi sfruttati e schiavizzati, delle “risorse” del pianeta, del tempo della nostra vita e del nostro piacere. Il gesto dell’acquisto è politico. Molte di noi sono attive nei gruppi di consumo, nei progetti di microeconomia alternativa, nelle reti di solidarietà, nei collettivi antispecisti, negli orti urbani,….. Si tratta di mostrare e far circolare le pratiche già esistenti e decostruire pratiche ed abitudini rinforzando i collegamenti tra noi acquistando e producendo in modo ecoautonomo.
- campagne di boicot: colpire le multinazionali responsabili dela devastazione dei territori e le produzioni che causano sfruttamento e violenze e stupri. Esiste da scaricare l’APP Buycott che attraverso il codice comunica se un prodotto è oggetto di campagna di boicot e perchè.
- Sostieniamo la campagna Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana (SPLAI) che promuove la creazione di una rete di spazi, virtuali e fisici, che si dichiarano liberi da ogni forma di discriminazione e si impegnano a non intrattenere rapporti con sistemi di ingiustizia e oppressione. Nessuna propaganda israeliana o manipolazione delle leggi può cancellare il fatto di tenere rinchiusi milioni di persone in Palestina, il più grande carcere a cielo aperto nel mondo: ghetti razzialmente segregati, circondati da muri, torri di guardia e posti di controllo militari.
- Facciamo rete e alleanze con i movimenti contro la crisi climatica e le grandi opere anche oltre #LottoMarzo a partire dal nostro sguardo ecotransfemminista
- Azioni di guerrilla gardening, di recupero di orti urbani e spazi verdi
- Facciamo rete e proponiamo azioni a livello internazionale nella lotta contro il “terricidio” e le multinazionali dell’estrattivismo. Lavoriamo in rete a livello transnazionale per sostenere le popolazioni indigene in lotta per la difesa dei territori e le campagne contro il terricidio
- Scioperi al contrario che nascono come riappropriazione di territori e autogestione, sperimentando nuove e differenti forme di lavoro: fare un giornale per un giorno (o una tv, o una radio), o a sportelli medici/consultorie in piazza.
- Campagna contro la plastica: Coca-Cola, PepsiCo, Danone y Nestlé producono milioni di tonnellate di plastica monouso. I supermercati straripano di confezioni di plastica. Non acquistiamo la plastica, portiamo con noi bicchiere e rifiutiamoci che ci servano in bicchieri di plastica, stop alle cannucce #nientecannucciagrazie, cerchiamo di acquistare nei negozi e mercati alla spina: molti prodotti possono essere acquistati sfusi, dai legumi ai detersivi!
- Azioni e campagne contro le pubblicità sessiste e i dress code imposti
- Campagne contro il pinkwashing israeliano. Il pinkwashing è una strategia di pubbliche relazioni che sfrutta la supposta apertura di Israele nei confronti delle questioni LGBTQ+ per deviare le critiche sui suoi abusi che riguardano i diritti umani e i crimini di guerra e come mezzo per costruire il sostegno per Israele tra i liberali e i progressisti occidentali.
- Acquistiamo di frutta e verdura da piccoli distributori, da gruppi di acquisto (gas), e da mercatini popolari! Scegliamo un’alimentazione a base vegetale. Promuoviamo iniziative per recuperare il cibo come iniziativa di un “Pasto Buono” o l’utilizzo di app come “too good to go” per il recupero di cibo che andrebbe buttato. Quando vai a fare a la spesa porta una borsa di stoffa e riutilizza le buste compostabili biodegradabili per fare la raccolta dell’umido! Risparmia e riduci la produzione di spazzatura:
- Partecipiamo a luoghi di riciclo-baratto-scambio! Adotta una prospettiva di economia circolare: quando puoi non comprare, non gettare, riusa, scambia, crea e reinventa nuovi utilizzi degli oggetti e dei vestiti che già hai. Acquista carta riciclata! carta da cucina, carta igienica, fazzoletti. Ma soprattutto avvia queste buone pratiche negli spazi sociali che attraversi in modo che diventino azioni collettive

