Dall’assemblea transterritoriale Corpi e Terra rilanciamo per l’#8Mscioperopertutt, lo sciopero dei generi e dei consumi.
Visibilizzare i punti di interconnessione tra femminismo, antispecismo ed ecologismo è quello che da anni facciamo come ecotransfemministə multispecie.
Lo ribadiamo sempre più forte: non c’è liberazione per nessunə se non ci liberiamo tuttə.
Con lo sciopero dei e dai generi affermiamo il diritto all’autodeterminazione e alla liberazione dei corpi tutti: delle persone di ogni genere che si rivoltano contro le imposizioni di ruoli e norme dipendenti dall’assegnazione alla nascita e dai generi imposti per il superamento del binarismo come unico orizzonte possibile.
La diversità porta a valore la specificità di ognunə di noi, di ogni corpo, di ogni individuo, di ogni elemento dell’ecosistema nel proprio cammino di consapevolezza, resistenza e lotta contro questo sistema che fonda la sua capacità di produzione e riproduzione proprio su norme di genere, specie, ruoli, famiglia, binarismi, gerarchie, cultura e classi sociali.
Con lo sciopero dei consumi e dai consumi riaffermiamo la volontà di imporre un cambio
di sistema che disegni un modo di vivere sulla terra alternativo alla guerra, alle colonizzazioni, allo sfruttamento della terra, dei territori e dei corpi tutti.
Diciamo dei e dai consumi perché immaginiamo possibile creare uno spazio di relazione, di insubordinazione e di lotta tra chi rigetta il mero ruolo di consumatorə e chi lavora all’interno del sistema produttivo contro chi sceglie e impone cosa e come produrre e distribuire.
Ma come praticare concretamente lo sciopero dei generi e dei consumi? come praticare l’intersezionalitá tra le oppressioni e le pratiche di resistenza? Come costruire quella relazione importante con chi fa parte della catena produttiva? Come riconoscere e risignificare le posizioni colonialiste, speciste, discriminatorie e animalizzanti interne ai movimenti stessi?
Come far emergere dalla marginalità le pratiche di economia circolare, di costruzione di comunità autonome, di trasformazione e rigenerazione di produzioni per imporre alternative e impedire al sistema capitalista eterocispatriarcale di riprodursi e prosperare?
Per rispondere insieme a queste domande abbiamo lanciato l’assemblea ecotransfemminista del 5 marzo dalle 16.00 alle 18.00
NON vogliamo tornare alla normalità perché la normalità è il problema!
L’assemblea potrà essere seguita singolarmente oppure collettivamente anche partecipando alle giornate aperte ad Agripunk, in val d’Ambra il 5 e 6 marzo
Le giornate saranno cornice all’assemblea e chi parteciperà potrà dare una mano nel lavoro di cura (previsto l’arrivo di 21 pecore proprio in quei giorni), partecipare ai laboratori di cucina vegan, al laboratorio video, a vivere relazioni possibili tra bestie in uno spazio radicalmente diverso da quello urbano.
#8MScioperopertutt vuol proprio dire che lo sciopero è contro tutte le oppressioni che ci
impone questo sistema capitalista ed eterocispatriarcale e per ognunə di noi che senta di voler esprimere la sua rabbia e allegria nella forma più adeguata al contesto, al luogo e al momento che sta vivendo. Non esiste un’unica forma di sciopero ma la possibilità di calzare sul proprio corpo la forma di sciopero che si sceglie e farla vibrare l’8 marzo e oltre.
Per questo abbiamo lanciato IL TUO SCIOPERO IN UN VIDEO per chiedere a te, alla tua assemblea, al tuo collettivo, al tuo gruppo e alle persone a te vicinə, un video che dovrebbe avere queste caratteristiche: scegli un oggetto che rappresenta lo sciopero, fallo vibrare raccontando con parole, gesti, musica (o altro) da cosa scioperi e come.
Postalo direttamente nella nostra pagina FB,
o nel tuo profilo usando gli hashtag #8Mscioperopertutt e #8Mvibrolosciopero o mandalo
con we transfer all’indirizzo retecorpieterranudm@gmail.com
E non dimenticare che durante le giornate aperte ad Agripunk ci sarà un laboratorio per la costruzione di un video collettivo.
Anche questo 8 marzo lanciamo la nostra SANZIONE FUCSIA www.sanzionefucsia.eu Questa volta contro gli allevamenti. Abbiamo ideato dei segnalibri e degli adesivi chetroveranno magicamente, grazie alla tua collaborazione, la loro giusta collocazione.Ogni segnalibro e adesivo ha un codice QR che rimanda all’articolo dal titolo L’unicoallevamento buono è quello chiuso!
In questo articolo le ragioni dello sciopero di generi e consumi e le azioni che si possono organizzare per praticarlo che sintetizziamo qui:
• Smettiamo di consumare i corpi degli animali e finanziare la loro mercificazionedecidendo di abbracciare la filosofia vegan.
• Scarichiamo e stampiamo i segnalibri e gli adesivi e partecipiamo alla sanzione fucsia “L’unico allevamento buono è quello chiuso”
• Aderiamo come assemblee e insieme agli spazi che attraversiamo alla campagna SpaziLiberi dall’Apartheid Israeliana https://bdsitalia.org/index.php/campagne/splai e
firmiamo e facciamo firmare l’Iniziativa Cittadinə Europeə (ICE) per il blocco delcommercio con gli insediamenti illegali https://stopsettlements.org/
• Portiamo il nostro sguardo transfemminista e costruiamo reti nei movimenti ecologisticontro il cambio climatico e il terricidio partecipando alle campagne contro grandiopere, nucleare, privatizzazione dell’acqua e tutto il greenpinkrainbow washing delPNRR e del blablabla della COP 26
• Partecipiamo e diffondiamo l’indagine sui temi del lavoro
• Produciamo e stampiamo adesivi contro le pubblicità sessiste, i dress code nei luoghi di lavoro
• Denunciamo le mutilazioni genitali per neonatu intersex, le cosiddette “pratiche diriparazione di genere/orientamento” e la psichiatrizzazione e violenza dei percorsi diaffermazione di genere, lavorando per la pratica del “consenso informato” comepercorso che garantisce una reale autodeterminazione.
• Scioperiamo anche al contrario attraverso la riappropriazione degli spazi pubblici,
l’autogestione nelle consultorie, la costruzione di punti di ascolto e lezioni inpiazza……
• Contrastiamo la visione gentrificata della presenza di alberi negli spazi urbani come unproblema di sicurezza e/o danneggiamento del cemento che li circonda. Sogniamo eimmaginiamo una città bosco, spazi di vita diversi per tuttu.
• Slut walk o passegiate froce e transfemministe contro l’eterocisnormatività, ilcissessismo e la transesclusione
• Costruiamo spazi transfemministi e sportelli autogestiti.
• Pratichiamo l’uso di un linguaggio non binario negli ambiti formali e informali dellavita quotidiana con azioni di hackeraggio anche nella vita accademica utilizzando la “u”e la schwa o l’elisione.
• Lavoriamo per l’apertura, pubblicamente riconosciuta e nominata, dei consultori, dellecase rifugio, dei centri e sportelli antiviolenza, di tutti gli spazi sociali e comunitarialle soggettività LGBT*QIPA+ anche in veste di operatoru.
• Agiamo contro il pinkwashing israeliano, denunciando la strumentalizzazione dellafantomatica apertura di Israele nei confronti della comunità LGBTQIPA+ utile solo adeviare le critiche relative ai crimini derivanti dall’occupazione.
• Sosteniamo i rifugi per animali resistenti che attualmente si fondano sul volontariato,sulla precarietà e sull’assenza di riconoscimento.Soprattutto quelli che, come Agripunk, sono centri antiviolenza in cui il pensiero ecotransfemminista fondato sullerelazioni multispecie diventa pratica quotidiana.
• Riduciamo la produzione di rifiuti e partecipiamo alle campagne contro gliinceneritori: molto di ciò che buttiamo può essere riutilizzato da altru, riciclato anchein forme artistiche. Riusiamo, scambiamo, ricreiamo e reinventiamo nuovi utilizzi.
• Scioperiamo anche oltre l’8marzo contro il mercato consumista/capitalista capace solodi pensare al profitto, al furto e alla colonizzazione dei corpi sfruttati e schiavizzati,all’appropriazione e uso dei beni comuni del pianeta, del tempo della nostra vita e delnostro piacere. Lanciamo un NO al consumismo e un Sì alle economie alternative.L’acquisto è sempre un gesto politico. Diamo valore, diffondiamo ed espandiamo,affinché escano dalla marginalità e diventino alternativa, le pratiche già esistenti dieconomia circolare: reti di solidarietà, occupazione di spazi urbani per laproliferazione di orti urbani a gestione collettiva, azioni di guerrilla gardening e lanciodi bombe di semINaria, negozi gratis dove si possano raccogliere e/o prendere ciò chepuò essere passato di mano invece che buttato, gruppi di consumo territoriali, piccolimercati di prossimità, acquisti collettivi di prodotti sfusi e alla spina. Portiamo con noistoviglie e bicchieri nelle feste, assemblee, incontri ed eventi pubblici con cui goderedel nostro gustosissimo cibo libero dalla sofferenza animale e godiamoci gli aperitivisenza plastica #nientecannucciagrazie.

