Assemblea Transterritoriale Transfemminista Antispecista NON UNƏ Dİ MENO

La legge che vogliamo

Affermiamo il diritto all’identità di genere e transgenere. Deve essere riconosciuto a tutt_:
  • anche alle persone detenute o in custodia
  • anche alle persone piccole, che devono poter accedere ai percorsi di affermazione di genere con serenità e velocità.
  • anche a chi non ha cittadinanza italiana o chi è apolide perché la salute è un diritto universale.
  • Anche alle persone con disabilità a cui si riconosce il pieno diritto all’autodeterminazione quando non sia ostacolata la possibilità di espressione della propria autodeterminazione e consenso. Stop al concetto di “co-morbilità” applicato a persone trans e non binarie neurodivergenti: non siamo malat_

Per questo abbiamo elaborato nella laboratoria di autodeterminazione di genere di Stati Genderali la “proposta di legge per l’uguaglianza reale ed effettiva delle persone trans, non binarie e intersex e per la garanzia dei diritti delle persone LGTBQIPAKNB+”

Questi i concetti fondanti del testo consensuato l’8 maggio 2023:

  • CAMBIO NOME ANAGRAFICO E INDICAZIONE DI GENERE NEI DOCUMENTI: stop ai percorsi patologizzanti per il cambio dei documenti, pretendiamo il diritto a decidere sul proprio corpo e sul proprio essere. Vogliamo percorsi accessibili e diretti, tempi brevi e la possibilità di marcatore anche per le persone non binarie o la scelta dell’assenza del marcatore
  • PERCORSI DI AFFERMAZIONE DI GENERE: non vogliamo centri specialistici, ma consenso informato per garantire l’autonomia, la co-decisione e l’accesso a informazioni complete in ogni passaggio del percorso desiderato. Percorso che deve essere disponibile all’interno del Servizio Sanitario pubblico (medicina di base, specialista endocrinologia anche pediatrico, eventuali esami necessari, terapia farmacologica e/o intervento)
  • È necessario stabilire un regime di riparazione per le persone trans, intersex, non binarie o di genere non conforme che possono attestare che, per motivi legati alla loro identità di genere, sono state vittime di violenza istituzionale o private ​​della loro libertà, hanno subito un danno morale o fisico, o è stato impedito loro di esercitare pienamente i diritti alla libera circolazione, di accesso al lavoro e allo studio, a causa di pratiche discriminatorie commesse da agenti dello Stato
  • Vogliamo una pensione di riparazione che aiuti a vivere una vita degna
  • Pretendiamo formazione a tutti i livelli del personale delle strutture pubbliche e private con quote di persone trans, non binarie, intersex come formatorə
  • Vogliamo l’istituzione di sportelli contro le discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro e nei percorsi di formazione
  • Riteniamo necessario l’accesso al cambio di nome anagrafico all’interno dei percorsi formativi e lavorativi anche prima della registrazione del cambio anagrafico (Carriera alias per studentə e lavoratorə)
  • Vogliamo borse di studio per facilitare i percorsi di studio di persone trans, non binarie e intersex
  • Vogliamo che sia obbligatoria l’educazione alle diversità e alle differenze nei percorsi di formazione di tutti gli ordini e grado
  • Vogliamo quote di posti di lavoro e di alloggi
  • Pretendiamo la partecipazione a tutti gli sport secondo il genere scelto
  • Vogliamo la proibizione delle cosiddette terapie di riconversione, multe e sanzioni per chi esercita queste pratiche
  • Vogliamo la proibizione di interventi di modificazione genitale sulle persone intersex appena nate, multe e sospensione dall’ordine per chi persiste con queste pratiche
  • Vogliamo che il diritto alla salute e al benessere generale sia effettivamente promosso con interventi positivi in tutti gli ambiti dell’assistenza sanitaria
  • Vogliamo l’istituzione di un consiglio permanente di persone trans non binarie e intersex che, attraverso audizioni, monitori l’applicazione della legge e si confronti sulle necessarie revisioni periodiche
  • Vogliamo l’abrogazione definitiva della 164/82

qui il testo della proposta che data 8 maggio 2023

la legge che vogliamo

Da quel giorno come gruppo di redazione del tavolo di autodeterminazione di genere abbiamo organizzato molte laboratorie per discuterla, farla conoscere e migliorarla per cui ci sarà una revisione con adeguamenti del testo

Se vuoi mandare il tuo contributo puoi farlo scrivendo a retetransroma@gmail.com o retecorpieterranudm@gmail.com

Una replica a “La legge che vogliamo”

  1. […] stati nazionalisti e da chi usa il sistema a proprio beneficio, chiamiamo al funerale della 164 e sosteniamo la “legge” che abbiamo contribuito a scrivere, una legge dal basso  per l’autodete… , che assume la pratica del “consenso informato” e garantisce la reale possibilità di decidere […]

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