Pubblichiamo l’intervento sottoscritto collettivamente da Non una di meno Brescia e Reggio Emilia, dall’Osservatorio contro femminicidi, transcidi, lesbicidi e puttanocidi di Non una di meno e dall’assemblea transterritoriale Corpi e Terra
Intervento per il 18 giugno a cura di NUDM Brescia, Transterritoriale Corpi e terra e osservatorio contro femminicidi, transcidi, lesbicidi e puttanocidi di NUDM
Per Cloe e per tutte le persone suicidate dallo stato e dall’odio eterocispatriarcale
Lo scorso 17 maggio, si è celebrata la giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia, istituita per la prima volta nel 2004, nell’anniversario dalla rimozione dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali secondo l’OMS.
A quasi vent’anni dalla sua prima celebrazione, l’importanza di scendere ancora nelle piazze con amore e rabbia contro ogni discriminazione di genere risulta quanto mai evidente e necessaria, di fronte all’inadempienza delle nostre istituzioni nel garantire percorsi di autodeterminazione e alla crescente ondata d’odio ed intolleranza propagandata dal governo Meloni e dalle destre fasciste che lo compongono.
Ne è riprova il brutale pestaggio, avvenuto a Milano lo scorso 24 maggio, ai danni di Bruna, donna trans e razzializzata. Non esiste alcuna giustificazione per l’abuso di potere perpetrato dagli agenti di polizia nel colpire, con violenza, verbale e fisica, una donna indifesa a terra. La reazione da parte dei responsabili politici è stata di totale ed incondizionata solidarietà nei confronti degli agenti, come al solito deresponsabilizzati e glorificati, perfino di fronte ai video ed alle testimonianze dei presenti come sta succedendo anche per le torture della questura di Verona e come è successo in passato per la scuola Diaz e la caserma di Bolzaneto. Come non bastasse, vogliono togliere il reato di tortura per permettere ai poliziotti di manganellarci impunemente. Sappiamo che chi compie violenza protetto da una divisa, non è una mela marcia, come vorrebbero farci credere, bensì un ingranaggio funzionale a questo sistema repressivo e discriminante.
Nel 2022 sono state 327 le persone trans uccise in tutto il mondo e questa è soltanto la punta dell’iceberg di una violenza diffusa taciuta e nascosta. In media, più di una persona trans al giorno perde la vita a causa della violenza patriarcale. Sono almeno 5000 le persone trans morte dal 2008 ad oggi per questo motivo. Dal 2019 c’è stato un aumento dell’8%. L’età media delle persone trans trovate senza vita quest’anno è di 27 anni. La più giovane aveva 12 anni e la più anziana 59. Per la prima volta si riportano casi di transcidio in Estonia e in Svizzera. Entrambe le vittime erano donne trans migranti nere. Il 95% di coloro che sono state uccise sono donne trans o travesti, il 65% persone trans razzializzate. Metà delle persone trans la cui occupazione è nota erano lavoratrici sessuali. Il 68% dei transcidi registrati si sono verificati in America Latina,il 29% di questi in Brasile.
Tornando in italia, 45 sono le persone trans uccise dal 2008 ad oggi secondo Trans Murder Monitoring, il numero più alto tra tutti i paesi dell’unione europea. Un primato agghiacciante, soprattutto considerando che si tratta di un dato parziale, poiché tiene conto solo dei casi segnalati fino a settembre del 2022, e non include tra di essi le morti per suicidio.
Al Pride di Roma abbiamo celebrato il funerale della 164 del 1982: una legge che se 41 anni fa poteva essere la risposta urgente ai bisogni e alle lotte in atto oggi è assolutamente anacronistica, binaria e patologizzante, matrice di quei protocolli e quelle direttive AIFA che scambiano gli ormoni gratis con percorsi psicologici e psichiatrici per potervi accedere, che ancora ci stigmatizza usando parole ormai cancellate dall’organizzazione mondiale della sanità. Non siamo disforichx o incongruenti. Disforico come dice preciado è il mondo e incongruenti le vostre norme.
Vogliamo vivere l’euforia dei nostri generi, oltre i binarismi e le norme imposte. Vogliamo percorsi di affermazione di genere accessibili e gratuiti, che rispettino i nostri tempi e non subordinati alle tempistiche di un servizio sanitario pubblico smantellato a favore del privato. I percorsi di affermazione non possono essere un privilegio di classe. Non abbiamo bisogno di psichiatri e tribunali per sapere chi siamo, qual è il nome che ci corrisponde, quali sono i percorsi che vogliamo seguire. Ci siamo, esistiamo, fatevene una ragione!!! Autodeterminazione e liberazione per i corpi tutti!

Secondo i dati dell’osservatorio contro femminicidi, lesbici e transcidi di Non una di meno, dieci sono le persone trans uccise o suicidate dallo stato e dall’odio eterocispatriarcale negli ultimi 12 mesi:
- 30/03/2022 Maudit El Bettani 27 anni, attivista trans italiano, suicidato
- 21/04/2022 Jessica Barajas 51 anni. Avremmo voluto avere qualcosa da raccontare di lei, ma resta completamente sconosciuta la sua vicenda perché la ricerca non ha dato risultati.
- 17/05/2022 Dayana – 30 anni – caduta dal balcone. Dayana, originaria del Perù, era arrivata qualche ora prima nell’appartamento a Perugia da cui è precipitata l’11 maggio 2022. Dopo il ricovero si spegne il 17 maggio. Come sempre indagini e notizie sono parziali e si fanno ipotesi di suicidio e di ubriachezza. Certo è che non si va ad un appuntamento di lavoro per buttarsi di sotto
- 07/06/2022 Camilla Bertolotti, 43 anni e Nevila Pjetri, 35 anni, parrucchiera e lavoratrice del sesso, vengono uccise dallo stesso uomo e dalla stessa matrice patriarcale a poche ore di distanza l’una dall’altra
- 09/06/2022 Sasha, 15 anni, aveva trovato conforto e supporto dalla comunità queer di Catania dove era impegnato anche nell’attivismo. Pur essendo molto giovane e deciso, ma la violenza quotidiana e istituzionale che deve ha dovuto affrontare lo ha portato a lanciarsi dalla finestra del sesto piano.
- 11/06/2022 Cloe Bianco, 58 anni, suicidata, donna trans, docente di fisica e relegata a “mansioni da segretaria” perché discriminata, esclusa e marginalizzata. Cloe aveva subito un demansionamento dopo il suo coming out come persona trans e le era stato impedito di insegnare per evitare ogni suo contatto con le sue classi. Cloe ci ha salutato con queste parole: “In quest’ultimo giorno ho festeggiato con un pasto sfizioso e ottimi nettari di Bacco, gustando per l’ultima volta vini e cibi che mi piacciono. Questa semplice festa della fine della mia vita è stata accompagnata dall’ascolto di buona musica nella mia piccola casa con le ruote, dove ora rimarrò. Ciò è il modo più aulico per vivere al meglio la mia vita e concluderla con lo stesso stile. Qui finisce tutto. Addio”.
- 06/10/2022 Noemi Cabral, 47 anni, Sex worker di origine argentina, trovata morta nella sua camera d’albergo a Marina di Tor San Lorenzo, nel comune di Ardea, il corpo nudo abbandonato sul letto. Le indagini degli inquirenti porteranno all’arresto del suo ultimo cliente, incastrato dai video della sorveglianza e dalle intercettazioni telefoniche: in queste, si può sentire chiaramente l’uomo confessare al fratello, con spregevole naturalezza e senza alcun segno di pentimento, “Tu lo sai che quando sbrocco, sbrocco alla grande”.
- 24/10/2022 Elisa, 40 anni, suicidata. Di lei sappiamo solo l’età e la causa della morte.
- 27/10/2022 Chiara,19 anni, suicidata, giovanissima ragazza trans di Napoli. Due anni prima della sua morte, si era rivolta al numero verde contro l’omotransfobia per raccontare la violenza, il bullismo e l’emarginazione che subiva. Nonostante il supporto ricevuto dalle associazioni LGBTQIA+ e l’inserimento in una comunità per minori a rischio. Torna a casa tre giorni prima di decidere di porre fine alla propria vita. “A volte mi chiedo” – scrisse in una lettera – “cosa ci sia di sbagliato in me. In fondo sono sempre un essere umano. Io mi sento una donna, vorrei riconoscermi, vestire al femminile e non da maschio, vorrei avere più spazio, essere tranquilla e non avere paura. Mi sento in un labirinto senza uscita.”
- 07/04/2023 Janaina, 24 anni, suicidata, era una sex worker di origini brasiliane. Viveva a Piacenza ed è morta suicida impiccandosi.
Nel raccogliere informazioni sulle vittime di transodio in Italia, abbiamo potuto constatare ancora una volta come la narrazione dei transcidi nel nostro paese faccia continuo uso delle definizioni “donna transessuale”, “la trans” o addirittura il trans, invece che riportare il nome scelto della persona. Nelle occasioni in cui quest’ultimo viene citato, è quasi sempre accompagnato dal nome assegnato alla nascita, introdotto con frasi come “all’anagrafe…” o simili. Ci sono infine casi in cui la notizia viene riportata con il solo nome attribuito alla nascita (deadname) della vittima, impedendo a tutti gli effetti all’opinione pubblica di riconoscere un transcidio come tale. Il continuo riferimento al genere assegnato alla nascita (misgendering) e l’utilizzo del deadname nella narrazione di questi delitti, rappresentano a tutti gli effetti un ulteriore forma di violenza postuma ed una mancanza di rispetto inaccettabile nei confronti dei desideri e delle necessità di tutta la comunità trans.
E’ inoltre impossibile rimanere indifferenti di fronte al preoccupante aumento dei casi di suicidio tra le persone trans, soprattutto molto giovani: Sasha 15 anni, Chiara 19 anni e Maudit 27 anni. La morte per suicidio delle persone trans è un omicidio collettivo istituzionale e non solo, di cui tuttu siamo complici o spettatoru indifferenti. Chi decide di porre fine alla propria vita, infatti, non lo fa per propria debolezza, come spesso si narra, ma perché costrettu a vivere continuamente discriminalizzazione, marginalizzazione, invisibilizzazione, una violenza talmente opprimente da diventare schiacciante.
Abbiamo già detto quanto sia difficile reperire informazioni sulle morti per patriarcato delle persone trans , come sempre è difficile dare voce a chi viene marginalizzatə per genere, razza e classe e crediamo che questa responsabilità debba essere collettiva. Chiediamo quindi a tutte le persone di segnalarci ogni situazione che possa portare in luce casi , ovvero persone, che non siamo riuscitə ad intercettare.

#guardami sono Maudit El Bettani
Guardami
Ho 27 anni
Le dita macchiate di nicotina
E ci disegno poesie
Coi mozziconi spenti
Sui cieli di Milano
Nelle mie notti insonni
Ad urlare chi ero
A cercarmi nei meandri
A trovarmi in tutti gli angoli
In ogni bicchiere ripescandomi
Guardami
Perché io sono
Connessioni vibrazionali
Chakra intercontinentali
Tratti non convenzionali
Sono Transgender
Sono Agender
Sono Queer
Sono qui.
Nel qui ed ora.
E non mi faccio più da parte.
Ti ho regalato una poesia
A te che mai
Hai pensato
Fossi anche solo capace
Ed avessi il diritto
Di respirare

