Giornata internazionale dei diritti umani, della terra e di tutti i corpi viventi
Vogliamo dare visibilità e risignificare questa data che si collega alla dichiarazione universale proclamata dall’ONU nel 1948 che nel suo preambolo afferma “che i diritti umani vanno protetti da un regime di diritto affinché “l’uomo” non si veda costretto all’estremo ricorso della ribellione contro la tirannia e l’oppressione”
Nel mondo in cui ci troviamo a vivere molte sono le situazioni in cui ci troviamo costrettx tuttx a ricorrere alla ribellione perché il sistema attuale è fondato su tirannia e oppressione. Come non chiedersi oggi il che fare di fronte al popolo palestinese che ha vissuto la tirannia e l’oppressione dell’occupazione da piu di 70 anni e vive oggi un genocidio terrificante? Come non ricordare oggi i popoli originari che fanno della loro vita ed esistenza una lotta contro il furto di terre, la distruzione delle foreste, lo spreco dell’acqua, i monocoltivi, l’agroindustria, le megaminiere, il fracking, i gasdotti? Come non pensare ai milioni di persone che non hanno il diritto di muoversi liberamente, di scegliere il luogo dove vivere appannaggio solo della parte privilegiata del nostro mondo? Come non pensare ai milioni di corpi ritenuti sacrificabili, oggettificabili, mangiabili, sfruttabili, schiavizzabili? Alle gabbie degli allevamenti e delle carceri, ai mattatoi ed alle pene di morte, alle guerre per il petrolio e per l’accaparramento delle malchiamate risorse? Come non ribellarsi all’oppressione del cisetropatriarcato che ci vuole tutt uguali chiusi nelle gabbie del binarismo di genere, nei percorsi che negano l’autodeterminazione e ci spingono verso l’etichetta dell’infermità? Della tirannia di politici che usano il loro potere non al servizio del bene comune ma per imporre ideologie fasciste, riprodurre il sistema, difendere i capitali, spargere l’odio sociale creando categorie di corpi marginalizzati, da loro animalizzati al fine di poterli sfruttare.
La dichiarazione dei diritti umani è incompleta, imperfetta, insufficiente e vorremmo molto di più ma già nella sua incompletezza non si schiera poi nei fatti con chi da questo sistema è oppresso. Chi l’ha redatta nel 1948 alla fine di due tremende guerre, del fascismo e del nazismo credeva con questo di poter praticare quelle parole, almeno quelle ma le risoluzioni della Onu, quando espresse, sono inascoltate perché ormai il vero potere è nelle mani dei pochi che governano i capitali sempre più legati alle guerre e alle violenze di ogni tipo.
Ma ci sono milioni di persone in questo mondo che ci ribelliamo ogni giorno per praticare quello stato di diritto giusto fondato sull’autodeterminazione e la liberazione dei corpi tutti. Abbiamo imparato dai popoli originari che siamo semi, stiamo fondando comunità che si fondano sull’appoggio mutuo, sul fare rete vicine e oltre i confini da voi disegnati ma che non fanno parte delle nostre geografie, milioni di persone che ci organizziamo, protestiamo e ci ribelliamo mentre voi ci criminalizzate, incarcerate, espellete con i vostri fogli di via e con le vostre sbarre.
Voi siete responsabili di costruire muri, creare bisogni e domande inesistenti, produrre in modo indiscriminato al solo fine di consumare, mantenere tutte le forme di colonialismo possibili con la distruzione continua dei territori e dei corpi che vi abitano. Le devastazioni delle alluvioni, la desertificazione, le frane, i crolli non bastano a far prendere consapevolezza di quanto ormai questo sistema stia andando verso il collasso e si preferisce identificare, manganellare, dare fogli di via, incarcerare chi sta cercando di mostrare che siamo già ad un punto di non ritorno, che non c’è più tempo e che il momento per fare qualcosa era IERI ma stiamo proseguendo su questo treno impazzito e senza freni che corre verso il baratro.
La solidarietà nelle crisi, nelle guerre che ci impongono e ci travolgono non può essere la soluzione che verrà solo con cambi profondi, strutturali. Invece di un ampliamento stiamo assistendo ad una generalizzata perdita di diritti come la libertà di espressione e manifestazione e ad un aumento del regime di criminalizzazione e repressione .
L’educazione, la salute, servizi sociali efficienti, le pensioni, l’abitazione, un reddito di base incondizionato e universale, il diritto a muoversi liberamente, ad autodeterminarsi nelle scelte di vita e in quelle che riguardano il proprio corpo, il genere, le relazioni sono diritti fondamentali per tutt.
Denunciamo il patto europeo di migrazione e asilo che priorizza la sicurezza e il rafforzamento delle frontiere, la criminalizzazione delle persone migranti e richiedenti asilo.
Le guerre sono l’esempio chiaro di come il diritto di vivere senza violenza è costantemente vulnerato. Denunciamo i governi che ci impongono le guerre e il carattere coloniale, patriarcale, mercantilista e commerciale di ogni guerra.
Vogliamo un pianeta vivo, in cui siamo parte e non padroni
e abbiamo il diritto di poterlo sognare

