Assemblea Transterritoriale Transfemminista Antispecista NON UNƏ Dİ MENO

LOTTO, BOICOTTO SCIOPERO ANTAGONISTA PERMANENTE

a cura di Assemblea transterritoriale Corpi e Terra di Non unə di Meno

Con lo SCIOPERO DEI e DAI CONSUMI e DEI e DAI GENERI a partire dall’8 marzo 2017 abbiamo affermato il diritto all’autodeterminazione e alla liberazione di tutti corpi. Siamo contro le imposizioni di ruoli e norme che cercano di regolare e ingabbiare l’esistenza di ognunə all’interno degli schemi di sfruttamento del sistema patriarcale in cui viviamo. L’unico orizzonte possibile è il superamento delle gerarchie prodotte dai binarismi

LA DIVERSITÀ è ciò che rende unicə e speciale ogni essere vivente. Non siamo strumenti da classificare e omologare, ma siamo una molteplicità di corpi e menti che convivono in complessi ecosistemi e che trovano nelle diversità motivo di confronto, scambio e arricchimento. Un cammino, il nostro, di consapevolezza, resistenza e lotta che diventa pensiero e pratica collettiva contro un sistema che ci vuole tuttə ugualə.

Non c’è liberazione per nessunə se non siamo liberə tuttə.

Da anni poniamo in evidenza i punti di interconnessione tra transfemminismo ed ecologismo partendo da un posizionamento antispecista, aperto a possibili relazioni multispecie. Non vogliamo la normalità perché la normalità è il problema: un’invenzione funzionale a tenere sotto controllo ogni soggettività, soggiogando le vite ad essere strumenti utili al mantenimento e alla riproduzione del sistema capitalista.

L’8 marzo partecipiamo nuovamente allo sciopero contro tutte le oppressioni.

Ma non basta! Il nostro sciopero è transfemminista, antagonista e PERMANENTE.

Con lo sciopero permanente vogliamo praticare un cambio di paradigma che disegni un modo di vivere alternativo alle guerre, ai genocidi, alle colonialità, alla repressione, allo sfruttamento della terra, dei territori e dei corpi tutti. Uno sciopero dai e dei generi e dei e dai consumi, che si unisce allo sciopero dalla produzione e riproduzione in tutte le sue varie forme.

Uno sciopero che metta in relazione chi assume il ruolo di consumatorə e chi lavora all’interno del sistema produttivo, chi lavora nella distribuzione, in uno spazio di lotta comune e di consapevole insubordinazione. Senza questa relazione non potremo pensare alle indispensabili transformazioni utili a ridisegnare una realtà rigenerata e priva di sfruttamenti. Ogni forma di sfruttamento è interconnessa alle altre, e non possiamo fare a meno di combatterle tutte con un’intersezionalità che si esprime nelle pratiche di lotta collettiva e che vada al di là della specie in cui ci ascrivono.

Scioperiamo contro il mercato consumista/capitalista capace solo di pensare al profitto, all’esproprio ed alla colonizzazione dei corpi sfruttati e schiavizzati di ogni essere vivente, all’appropriazione ed uso del pianeta, del nostro piacere e del tempo che abbiamo nella nostra vita.

Scioperiamo contro l’economia di guerra e contro la militarizzazione che avanza nello spazio pubblico e nelle scuole. Contro la repressione di chi sfrutta il proprio potere per combattere con ogni mezzo tuttə coloro che agiscono pratiche di lotta.

Scioperiamo contro il sistema patriarcale gerarchizza il valore delle vite, incatenandole a schemi prestabiliti e strumentali tramite le guerre e la violenza oppressiva arrogandosi il diritto di decidere sulle diverse esistenze. Ne è da esempio Israele,che in appena un anno e mezzo ha trasformato un intero paese in un deserto di macerie. Un orrore che ha colpito non solo decine di migliaia di vite umane ma anche la vita di tutte le altre specie, quella del territorio e di un intero ecosistema che, così ridotto, costringerà ancora di più alla povertà chi è sopravvissutə e sopravviverà a questo “futuricidio” di cui i sistemi di potere sono complici.

Siamo per la libertà di movimento oltre le frontiere e sosteniamo quelle organizzazioni e persone che lottano per questo. Non esiste una guerra più giusta o più importante, non esiste una gerarchia delle vittime. Non accettiamo i respingimenti ai confini perché i confini stessi non devono esistere e vogliamo contrastare la vergogna dei CPR e delle carceri oltreconfini.

Ci posizioniamo in una rete di lotta comune con i popoli e le comunità indigene che difendono i territori e resistono contro le occupazioni coloniali dell’occidente ma vogliamo anche assumerci la responsabilità di vivere nei paesi responsabili di queste politiche e di dover quindi non restare in silenzio per non diventarne complici.

In questo contesto patriarcale e binario, si vogliono cancellare da ogni narrazione le persone LGBTQIPAKNB+, le persone froce e queer che, con l’affermazione della loro stessa esistenza, sono una minaccia per il sistema. È questo ciò che sta cercando di fare Trump in pieno accordo con tutti i sistemi patriarcali del mondo. Nel suo discorso di insediamento ha affermato che “esistono solo due generi: maschi e femmine” incitando a vedere come valido l’unico modello di famiglia patriarcale. L’obiettivo è quello di eliminare ogni diversità incasellandoci in ruoli riproduttivi e sfruttabili dagli stati nazionalisti e da chi usa il sistema a proprio beneficio. Chiamiamo al funerale della 164, immaginando una “legge” dal basso per l’autodeterminazione di genere, che assuma la pratica del “consenso informato” come percorso che garantisce la reale possibilità di decidere sul proprio corpo. Denunciamo anche: le mutilazioni genitali per neonatu intersex, le cosiddette pratiche riparative di genere e orientamento relazionale/affettivo e la psichiatrizzazione, ossia la tendenza a patologizzare e/o sedare tramite violenza medica al posto di fornire strumenti di supporto.

COME PARTECIPARE ALLO SCIOPERO? ASSUMIAMO PRATICHE ALTERNATIVE!

  • Vestiamo lo sciopero fucsia e trasformiamo artivamente le zone rosse in zone fucsia contro la repressione e la criminalizzazione delle povertà, dei disagi e delle pratiche di movimento del DDL 1660

  • Portiamo il nostro sguardo transfemminista, antispecista e queer contro il collasso climatico e il terricidio nei movimenti ecologisti. Facciamolo creando reti e partecipando alle campagne contro grandi opere, il nucleare, la privatizzazione dell’acqua e tutto il GreenPinkRainbowWashing, il “blablabla” delle COP, delle CORP e dei loro CEO e le guerre devastatrici.

  • Partecipiamo alle rumorose passeggiate transfemministe e frocie contro l’eterocisnormativitá, il Cisessismo, il TransOdio e l’esclusione, la discriminazione, la violenza in base al genere negli spazi sociali, lavorativi ed educativi.

  • Pratichiamo l’uso di un linguaggio, verbale, scritto ed iconografico, che visibilizzi le diversità anche con azioni di hackeraggio anche nell’accademia.

  • Contrastiamo la manipolazione normante delle pubblicità, del linguaggio giornalistico, di influencer e fabbricanti di fake news anche con presidi davanti alle agenzie di stampa prima e dopo l’8 marzo

  • Contrastiamo l’uso di IA (Intelligenza Artificiale) che, ad oggi, oltre per la diffusione di fake news e narrazioni d’odio, vengono principalmente usate come strumenti per accentrare il potere nelle mani di chi ha i mezzi di produzione, rubando il lavoro altrui per poterle far funzionare.

  • Diamo valore, diffondiamo ed espandiamo le pratiche già esistenti di economia circolare, affinché escano dalla marginalità e diventino alternativa. Parliamo di reti di solidarietà, occupazione e rigenerazione di spazi abbandonati, aumento di orti urbani a gestione collettiva, azioni di guerrilla gardening e bombe di semINaria, luoghi di scambio dove si possa raccogliere e riciclare ciò che può essere riutilizzato, gruppi di consumo territoriali, piccoli mercati di prossimità, gli acquisti collettivi di prodotti sfusi e alla spina e l’autoproduzione.

  • Smettiamo di consumare e utilizzare i corpi delle persone di altre specie e di finanziarne la mercificazione. Contrastiamo la loro spettacolarizzazione e rifiutiamoci di acquistare prodotti di aziende basate sullo sfruttamento o sulla sperimentazione animale sostenendo per quanto possibile le realtà che hanno improntato le proprie attività in un’ottica antispecista.

  • Sosteniamo i rifugi antispecisti che si fondano sul volontariato e quasi esclusivamente sull’appoggio e sostegno collettivo, luoghi liberati in cui il pensiero ecotransfemminista e antispecista diventa pratica quotidiana.

  • Riduciamo la produzione di rifiuti, contrastiamo allevamenti e aziende inquinanti e partecipiamo alle campagne contro nuovi inceneritori e discariche.

  • Contrastiamo la visione gentrificata che vede la presenza di vegetazione ed animalu negli spazi urbani come un problema di sicurezza, danneggiamento e decoro.

  • Lavoriamo per la difesa e l’ampliamento dei consultori pubblici, delle case rifugio, dei centri e sportelli antiviolenza e contro gli sgomberi delle consultorie autogestite e di tutti gli spazi sociali e comunitari. Necessarie formazioni adeguate per chi opera in questi spazi che partano dai saperi prodotti dalle lotte della comunità queer e per la loro reale apertura a tutte le soggettività non ciseteronormate.

  • Ci impegniamo a diffondere negli spazi che attraversiamo l’importanza di aderire alle campagne Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana (SPLAI) e BDS (Boicot, Sanzioni, Disinversioni). Agiamo contro il RainbowPinkVeganWashing di Israele, svelando come il mito dell’apertura di Israele nei confronti della comunità LGBTQIPAKNB+ e vegan sia una strumentalizzazione utile solo a sviare dai crimini derivanti dall’occupazione.

  • Diffondiamo e partecipiamo alle sanzioni fucsia lanciate dall’assemblea Corpi e Terra. La #sanzionefucsia 2025 è contro le attività della Leonardo.

I CONSUMI, L’USO, IL RIUSO SONO SEMPRE GESTI POLITICI

 

 

 

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