Intervento di Corpi e terra nella plenaria finale dell’assemblea nazionale NUDM , 12/13 aprile 2025
Ci piace l’idea della manifesta contro le guerre. Non possiamo non guardare al tempo di guerre che stiamo vivendo come guerra ai corpi tutti. Nella nostra manifesta affermiamo il diritto all’autodeterminazione e alla liberazione dei corpi. Il corpo è mio e decido io non vale solo per il corpo mio
Guerre ai popoli, guerre ai territori, guerre ai popoli originari, guerra alle persone con disabilità, guerre alla possibilità di movimento, guerre alle persone e all’infanzia trans (e a questo proposito ricordo che i diritti delle persone trans non stanno andando indietro … non siamo mai andatx avanti! Siamo da sempre psichiatrizzatə, siamo da sempre discriminatə, patologizzatu, non riconosciutə, diagnosticatə, e violatə nella nostra autodeterminazione.
Ricordo anche che quella esperienza meravigliosa di stati genderali che voleva proprio cercare di dialogare tra associazioni e movimento dal basso è stata volutamente frenata e che l’assemblea del 29 organizzata dalle associazioni che pure facevano parte della rete non è stata costruita davvero insieme ma solo per contrapporsi al movimento dal basso e alla rete liberazione per tuttx che aveva già convocato la manifestazione del 18 maggio e che già lo scorso anno aveva portato in pazza migliaia di persone.
Vogliamo praticare un cambio di paradigma che disegni un modo di vivere alternativo alle guerre, ai genocidi, alle colonialità, alla repressione, allo sfruttamento della terra e dei territori.
Come corpi e terra abbiamo lanciato lo sciopero permanente contro il mercato consumista/capitalista capace solo di pensare al profitto, all’esproprio ed alla colonizzazione dei corpi sfruttati e schiavizzati di ogni essere vivente, all’appropriazione ed uso del pianeta, del piacere e del tempo di vita.
Affermiamo la visibilità dei nostri percorsi transfemministi e froci contro l’eterocisnormatività, il Cisessismo, il TransOdio e l’esclusione, la discriminazione, la violenza in base al genere negli spazi sociali, lavorativi, educativi e in ogni dove.
Pratichiamo l’uso di un linguaggio, verbale, scritto ed iconografico, che visibilizzi le diversità anche con azioni di hackeraggio nell’accademia.
Affermiamo come la guerra ai corpi di persone di altre specie sia sempre più violenta e che non ci possa essere nel piano un salto da corpi umani ad ambiente come spesso succede.
L’antispecismo è parte del pensiero transfemminista e non può essere continuamente marginalizzato. Chiamiamo a smettere di consumare e utilizzare i corpi di persone di altre specie e contrastiamo la loro spettacolarizzazione boicottando aziende basate sullo sfruttamento o sulla sperimentazione animale.
Sosteniamo i rifugi per animali liberati dall’oppressione della mercificazione che si fondano sul volontariato e quasi esclusivamente sull’appoggio e sostegno collettivo, luoghi in cui il pensiero antispecista diventa pratica quotidiana.
Parliamo di reti di solidarietà, occupazione e rigenerazione di spazi abbandonati, aumento di orti urbani a gestione collettiva, azioni di guerrilla gardening e bombe di semINaria, proliferazione di luoghi di scambio dove si possa raccogliere e riciclare ciò che può essere riutilizzato, gruppi di consumo territoriali, piccoli mercati di prossimità, acquisti collettivi di prodotti sfusi e alla spina, l’autoproduzione e la coltivazione per l’autosostentamento comunitario, le consultorie transfemministe, spazi di ascolto, CAV e case rifugio per qualsiasi persona si trovi in un percorso di fuoriuscita dalla violenza patriarcale.
Pratichiamo le pratiche di boicottaggio (BDS) e proponiamo che tutte le assemblee di NUDM aderiscano agli SPLAI, Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana contro il genocidio in Palestina con l’urgenza dello smantellamento degli accordi accademici.
Abbiamo lanciato la sanzione fucsia 2025 alla Leonardo, primo produttore di armi nell’Unione Europea e complice diretto con i genocidi in atto. Abbiamo prodotto una manifesta pubblicata sul nostro sito e una grafica che abbiamo messo a disposizione con un QR che rimanda all’articolo e che vorremmo fosse condivisa a livello nazionale.
Vorremmo anche che la scrittura della manifesta non ci paralizzi ma che le pratiche e le azioni che facciamo nelle singole realtà o a livello transterritoriale sia vitale per la scrittura.

