Assemblea Transterritoriale Transfemminista Antispecista NON UNƏ Dİ MENO

Agripunk non si sfratta – corteo ad Ambra il 14 dicembre 2025

Agripunk è un’associazione, ma è soprattutto un collettivo antispecista, transfemminista e antifascista che nel 2014 occupa per un anno e mezzo le strutture di un ex allevamento intensivo di tacchine, dopo averne determinato la chiusura dimostrando le atrocità che venivano commesse.

Nel novembre 2015, dopo essere diventata associazione, riesce ad ottenere un contratto di affitto a riscatto per la proprietà. Un luogo di sfruttamento e reclusione veniva così trasformato in un luogo contro tutte le oppressioni. Lo spazio dell’ex-allevamento è diventato infatti un rifugio multispecie in cui abitano, ed hanno abitato negli anni, centinaia di persone di molte specie diverse, tutte rifugiate dopo essere riuscite ad uscire dagli ingranaggi del sistema produttivo-riproduttivo zootecnico che le considera “da reddito”.

Non solo, Agripunk da anni si impegna nel proporre eventi culturali e artistici, nel portare avanti attivismo transfemminista e antispecista, nel collaborare con altre realtà associative, collettive e personalità. Insomma, Agripunk è un luogo in cui ognun* può esprimersi liberamente e con dignità.

Ad oggi questo progetto di liberazione rischia di essere eliminato a causa di una sentenza di sfratto (esecutiva il 31/12/25). Una delle cause che ha portato a ciò è stato il paragone tra l’attività di questo spazio rifugio sociale ad un’attività commerciale improduttiva. Agripunk non ha mai vissuto in silenzio e ora, che tutto è a rischio per l’avidità personale, la speculazione immobiliare, l’immobilismo della politica, la noncuranza per le aree verdi e per l’esistenza degli animali, farà rumore.

Per questo motivo domenica 14 dicembre 2025 ad Ambra Agripunk, L3 Reiett3, Kura Protest e Corpi e Terra hanno organizzato un corteo che nei fatti è stato sostenuto da collettive e realtà che arrivavano da molti luoghi diversi della Toscana e non solo per rivendicare il diritto di esistere e abitare questo spazio. Per scegliere la resistenza e la possibilità al posto di morte, interessi economici e pestilenza.

Ambra si è illuminata dei colori delle persone che hanno partecipato e della musica della murga di Firenze oltre ai cori e agli slogan che non hanno smesso di animare il corteo che da Agripunk ha raggiunto il piazzale del castello in un contesto ambientale molto suggestivo dove non vorremmo proprio ritornasse la puzza di un altro allevamento!!!

Ci sono stati molti interventi e tutti molto belli e sentiti. Tra cui quello della collettiva l3 reiett3 che pubblichiamo qui di seguito:

Ciao a tutt!

Noi siamo l3 reiett3, una collettiva antispecista e transfemminista di Pisa.

Negli ultimi mesi abbiamo attraversato, vissuto e cercato di sostenere come potessimo e con diverse forme il rifugio antispecista Agripunk. Lo abbiamo fatto non solo perché Agripunk è uno spazio aperto, profondamente accogliente e un luogo a cui siamo intimamente affezionat, ma anche perché vogliamo attenzionare e difendere un luogo di liberazione.

Questo spazio, infatti, rischia lo sfratto che sarà esecutivo il 31 dicembre 2025. Una delle cause che ha portato a questa sentenza è il fatto che Agripunk è stato considerato improduttivo da un punto di vista economico, quando il rifugio è una Onlus che propone libertà e possibilità, invece che morte e sfruttamento. Purtroppo, il sistema in cui siamo inserit decide di affossare istanze di mutuo appoggio e di contro promuove performatività escludente per produrre capitale. Mettere fine a un progetto di benessere e di coesistenza del genere, che da anni si impegna nel garantire libertà non solo agli animali non umani che accoglie, ma anche a chiunque lo attraversi, è l’ennesimo tentativo repressivo e violento.

Sfrattare Agripunk rappresenta un attacco non solo a una realtà sociale, politica e di cura, ma a tutto l’antispecismo. Significa minacciare la legittimità di tutti i luoghi di resistenza. I rifugi rappresentano la possibilità di una vita libera da sfruttamento, oppressione e morte. Lottare per le soggettività che abitano Agripunk, di contro a un sistema violento che ci toglie voce, spazio e corpo, è lottare per tutt. Sostenerlo significa sostenere la libertà per tutt, indipendentemente dalla specie, razza, genere ecc. Chiamiamo a questo appello tutte le collettive politiche, i rifugi antispecisti, le istituzioni, tutte le persone che abitano nella Valdambra e oltre, alla difesa di questa realtà.

Agripunk è un posto dove non si produce reddito, ma libertà, cultura e arte: dove essere improduttiv economicamente significa lasciare spazio alle esperienze di ogni soggettività e di una produzione di tipo differente: generativa e cooperativa. Il luogo mortifero e maleodorante dell’allevamento di tacchini è stato riconvertito in uno spazio verde, dalle pareti costellate di murales sgargianti e rappresentativi di una moltitudine di corpi che con cura ha accolto e continua ad accogliere. Il luogo di violenza che prima spargeva omertà e malessere adesso è uno spazio dove si intrecciano varie forme di resistenza e cura, volto al benessere di ogni individuo.

Per queste motivazioni lo sfratto verso cui sta andando incontro Agripunk è ingiusto e violento ed è terreno fertile per speculazioni che non porterebbero niente di buono né al territorio e le sue biodiversità, né al paese e alla sua cittadinanza. Se non il rischio di rivivere lo stesso estrattivismo capitalista nei confronti del locale. La stessa logica del profitto della grande distribuzione che, tramite omicidi di massa, rende tutto commercializzabile a spese di corpi e territori. E anche se una sentenza di sfratto incombe sul rifugio la resistenza non fa i bagagli, né arretra di un passo nelle pratiche di cura che porta avanti a testa alta. Agripunk e noi tutt siamo pront* a resistere e a mettere i nostri corpi per difendere la libertà e la casa di Scalognetto, Matilde, Antonio, Zefiro, Pitagora, Spon, Felipe, Pinelli, Mucu, Stellina, Carlo, Mariel, Verdena, Polzi, Michelle, Love, Kobane, Tir, Blondie, Isotta, Bisbe, Rosita e tutt* l* altr* abitant* di Agripunk. In più, Agripunk è uno spazio sottratto all’estrattivismo terricida e come tale è casa di specie selvatiche che lo attraversano giornalmente e hanno stretto con il luogo un legame nella loro piena autodeterminazione.

Oggi siamo tant, guardiamoci e sorridiamoci perché consapevoli di stare dalla parte giusta di questa storia e poi torniamo a urlare, a lottare, a diffondere che un luogo di liberazione è in pericolo e più che mai va attraversato e legittimato in tutte le forme che sceglierà per difendersi.

Non si sfratterà

Sosteniamo Agripunk

Che fatica che ti chiedo

Oggi vieni a spalar

E avanti insieme

Unite nella lotta

Ogni animalettu

Giustizia si farà (si farà)

E non c’è sfratto

Né fascio cacciatore

Che fermerà la rabbia

Che ci proteggerà 

#Agripunknonsisfratta #Agripunkbenecomune

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