Assemblea Transterritoriale Transfemminista Antispecista NON UNƏ Dİ MENO

SCIOPERO ANTAGONISTA PERMANENTE

SCIOPERO ANTAGONISTA PERMANENTE: LOTTO, BOICOTTO, SCIOPERO

a cura dell’Assemblea transterritoriale Corpi e Terra di Non unə di Meno

Con lo SCIOPERO DEI e DAI CONSUMI e DEI e DAI GENERI che si uniscono a quello dalla PRODUZIONE e dalla RIPRODUZIONE, a partire dall’8 marzo 2017, affermiamo il diritto all’autodeterminazione e alla liberazione dei corpi tutti. Viviamo in un sistema patrialcal-capitalista che ci impedisce di stare bene, ci schiaccia e ci fa ammalare, ci mantiene in uno stato di subordinata sopravvivenza e dipendenza. Ci impone ruoli, norme e generi sin dalla nascita che cercano di regolare e ingabbiare l’esistenza di ognunx all’interno degli schemi di sfruttamento e repressione in cui viviamo.

Ma noi vogliamo vivere liber3, tranfemminist3 ed intersezional3! Vogliamo una vita libera da violenze e gerarchie, oltre i binarismi! Per questo Noi scioperiamo! Perché Scioperare è un atto di cura!

Non c’è liberazione per nessunə

se non siamo liberə tuttə!

Da anni poniamo in evidenza i punti di interconnessione tra transfemminismo ed antispecismo partendo da un posizionamento ecologista aperto alla convivenza transpecie basato sul principio di autodeterminazione e ribellione di tutti i corpi. Le specie stesse sono un costrutto sociale, non neutro, ma atto a creare gerarchie; un “noi” e un “loro” per giustificare sfruttamento ed oppressione.

Non vogliamo la normalità perché la normalità è il problema! Nella normalità la violenza diventa invisibile, non criticabile; un “lecito strumento” utile a gerarchizzare, controllare e soggiogare. Le diverse esistenze vengono oggettivizzate in “merci” da sfruttare, classificare e omologare per essere funzionali al mantenimento e alla riproduzione della macchina capitalista. Siamo invece una molteplicità di corpi, menti ed ecosistemi che trovano nelle relazioni confronto, conforto, scambio e arricchimento reciproco. Per questo è necessario un cammino di consapevolezza, resistenza e decostruzione che diventa pensiero e costruzione di pratiche collettive contro l’uniformità.

LA DIVERSITÀ è ciò che rende unicə e speciale ogni essere vivente.

Questo 9 marzo 2026 partecipiamo nuovamente allo sciopero transfemminista. Ma non basta! Il nostro sciopero è antagonista e PERMANENTE. Non si ferma all’8 marzo e diventa pratica di vita quotidiana! Ribadiamo la necessità di esserci con i nostri corpi nelle piazze, nelle strade e ovunque ci sia un grido di libertà, costruendo comunità e spazi attraversabili.

Lottiamo contro le gabbie attuando una politica antispecista perché rivendichiamo per il corpo di tuttə la piena autodeterminazione. Boicottiamo ogni prodotto e azienda che finanzi guerre e genocidi, aderiamo al BDS a sostegno della resistenza palestinese contro l’occupazione.

Vogliamo praticare un cambio di paradigma che disegni un modo di vivere alternativo alle guerre, ai genocidi, alle colonialità, alla repressione, allo sfruttamento della terra, dei territori e dei corpi tutti. Manteniamo le nostre pratiche tutti i giorni.

Contrastiamo ogni singola discriminazione con lo stesso approccio:

per questo il nostro sciopero è permanente!

Uno sciopero che mette in relazione tuttə perché ogni forma di sfruttamento è interconnessa alle altre, e non possiamo fare a meno di contrastarle tutte. intersezionalità per noi non è solo una parola, ma una serie di pratiche di lotta collettiva. Solo tramite questa relazione possiamo “transformarci”, ridisegnando una realtà priva di sfruttamenti e gerarchie.

Scioperiamo!

Scioperiamo contro il mercato consumista/capitalista, in cui tutto è al servizio del profitto: le guerre, l’esproprio e il genocidio di interi popoli; la colonizzazione dei corpi sfruttati e schiavizzati; la privatizzazione e l’abuso del pianeta; l’appropriazione e il controllo del piacere e del nostro tempo; la militarizzazione che avanza nello spazio pubblico e nelle scuole, la repressione, il dominio; il fascismo imperante e le gerarchie tutte.

Scioperiamo contro la repressione e la legalizzazione delle torture; una violenza usata per zittire con ogni mezzo tuttə coloro che mettono in discussione il “potere”. Contro i governi fascisti imperanti che fanno guerre per il petrolio e per quelle che loro chiamano “risorse”. Contro i governi complici che li sostengono e riproducono le stesse forme di repressione e manipolazione.

Israele ha trasformato il territorio palestinese in un deserto di macerie. Un orrore che ha colpito non solo decine di migliaia di vite umane ma anche quelle di tutte le altre specie, di un intero ecosistema che, così ridotto, costringerà ancora di più alla povertà chi è sopravvissutə e sopravviverà a questo “futuricidio” (parola usata da Ruba Salih nella conferenza di presentazione del rapporto di Amnesty International sul genocidio a Gaza).

Nonostante la farsa del “cessate il fuoco di Trump”, si continua a consentire ai “coloni”, protetti dall’esercito IDF, di scacciare violentemente le persone dalle loro terre in Cisgiordania, mentre il governo israeliano sta approvando una legge che legittima l’annessione della zona C.

Si impedisce l’ingresso di aiuti a Gaza costringendo alla fame, alla sete e al freddo chi è sopravvissutə al massacro e alla distruzione. Si immagina una ricostruzione che elimina nei fatti la presenza del popolo palestinese e trasforma quella costa in un resort per ricchi turisti.

Si scatena una guerra coloniale in tutto il medioriente.

Si reprime, incatena, ingabbia, tortura, violenta, ora anche fuori dai propri confini, chi si ribella a sostegno del popolo palestinese. Le atrocità che continuiamo a vedere in Palestina e in troppe altre parti del mondo sono perpetrate dall’egoismo di una minoranza della popolazione che detiene il potere mediatico, economico ed istituzionale, come testimoniano i file Epstein.

Questo non può che riconfermarci la necessità di un cambiamento per la libertà di tutt3.

Scioperiamo contro il sistema eterocispatriarcale e binario che vuole cancellare da ogni narrazione le persone LGBTQIPAKNB+, le persone froce e queer che, con l’affermazione della loro stessa esistenza, rappresentano una minaccia per la riproduzione del sistema.

Il grido è “dio, patria e famiglia” dimenticando che dio l’hanno inventato gli uomini per imporre forme di potere e controllo, la patria è un concetto non assimilabile da chi non riconosce i confini e che, nella maggioranza dei casi femminicidi, suicidi indotti, violenze e stupri avvengono soprattutto in famiglia.

Trump segnala le persone trans e non binarie come “terroristi”. Dichiara che non sarà reato filmare le persone nei bagni per “verificare che genitali hanno”. Manda lettere di minaccia e rettifiche di documenti ad attivistə trans nel territorio degli Stati Uniti. In UK la corte suprema stabilisce la definizione di “donna” esclusivamente in base al sesso assegnato alla nascita. L’IAGS (International Association of Genocide Scholars) avverte che siamo sono ai primi stadi di un genocidio delle persone trans. E tutte le figure del mondo che incarnano il sistema patriarcale stanno cercando di fare lo stesso da Orban a Putin… e da noi Meloni, Nordio, Roccella, Salvini, Valditara e Vannacci.

Lanciamo come ogni anno la sanzione fucsia che, per il 2026, è contro ogni dominio e gerarchia

COME PARTECIPARE ALLO SCIOPERO? ASSUMIAMO PRATICHE ALTERNATIVE!

(queste vogliono essere solo alcune idee perché la forza di questo sciopero antagonista e permanente è nella collettività che lo pratica. Per cui le tue/vostre idee sono fondamentali per arricchirlo. Potete inviarle alla nostra mail di contatto.

  • Denunciamo e diciamo basta all’imposizione delle mutilazioni genitali per neonatu intersex, alle cosiddette pratiche riparative di genere e orientamento relazionale/affettivo e alla psichiatrizzazione, ossia alla tendenza a patologizzare e/o sedare tramite violenza medica al posto di fornire strumenti di supporto.

  • Partecipiamo alle rumorose passeggiate transfemministe, froce e ai pride dal basso contro l’eterocisnormativitá, il Cisessismo, il TransOdio e l’esclusione, la discriminazione, la violenza in base al genere negli spazi sociali, lavorativi ed educativi. Ci posizioniamo convintamente contro la FLINTA che, invece che rappresentare uno spazio sicuro, rischia di essere una scelta fondata sul ritorno a posizionamenti biologisti e ad esclusioni fondate su percezioni e sospetti incarnati in un genere. Proponiamo sportelli mobili di ascolto e intervento su persone abusanti lungo i cortei e nei nostri eventi.

  • Partecipiamo alle mobilitazioni contro lo scandalo della modifica all’articolo 609 bis contro la violenza sessuale che ha trasformato da “consenso libero attuale” alla necessità di esprimere “la volontà contraria” (dissenso) che deve essere dimostrata e valutata “in relazione a contesto e situazione”. Il dissenso presuppone una disponibilità fino a manifestazione contraria e scredita la parola di chi ha subito per tutelare chi ha abusato. Le conseguenze dell’approvazione sarebbero molto gravi e non solo nei contesti familiari, per chi è più sfruttatx e ricattabile nel mondo del lavoro o per chi un lavoro proprio non ce l’ha. Le denunce stanno facendo registrare un aumento vertiginoso dei casi mentre il governo continua a negare l’educazione sessuoaffettiva, al consenso e alle diversità di genere nelle scuole.

  • Lavoriamo per la difesa e l’ampliamento dei consultori pubblici, delle case rifugio, dei centri e sportelli antiviolenza e contro gli sgomberi delle consultorie autogestite. Promuoviamo le necessarie formazioni adeguate per chi opera in questi spazi che partano dai saperi prodotti dalle lotte della comunità queer e per il loro reale ampliamento a tutte le soggettività non ciseteronormate.

  • Sosteniamo il lavoro dell’osservatorio che monitora i femminicidi, i transcidi, i lesbicidi, i gaycidi, i puttanocidi, le uccisioni di persone anziane e disabilizzate per motivi di genere e le persone suicidate dall’odio di stato e sociale.

  • Partecipiamo a spazi di riflessione sulla cura e contro il punitivismo con l’obiettivo di approfondire percorsi alternativi come ad esempio le pratiche di “giustizia trasformativa”.

  • Siamo per la libertà di movimento senza frontiere e sosteniamo quelle organizzazioni e persone che lottano con azioni dirette a salvaguardare questo legittimo diritto di ogni persona. Non esiste una guerra più giusta o più importante, non esiste una gerarchia delle vittime. Non accettiamo i respingimenti ai confini perché i confini stessi non devono esistere. Vogliamo contrastare la vergogna dei CPR e delle carceri oltre confini.

  • Ripudiamo gli accordi con la Libia che consentono torture, stupri e violenze di ogni tipo e i decreti usati per impedire l’accoglienza. L’unico obiettivo di queste politiche è quello di sfruttare e mantenere in condizioni di precarietà e sotto costante ricatto persone rese schiave per la “mano d’opera a basso costo” di chi vive di profitti.

  • Facciamo rete con la lotta dei popoli originari che difendono i territori e resistono contro le occupazioni coloniali assumendoci anche la responsabilità di vivere nei paesi responsabili di queste politiche per non restare in silenzio e diventarne complici. Ad esempio, per gli incendi in Chubut dove due montagne hanno bruciato per giorni e giorni senza che il governo argentino muovesse un dito, è stato negato un possibile coinvolgimento dell’IDF (Israele) criminalizzando invece intere comunità mapuche, vittime loro stesse degli incendi. Questo la dice lunga sulla rete internazionale del saccheggio, del TERRICIDIO e sugli strumenti di guerra al servizio del capitale.

  • Aderiamo e diffondiamo le campagne Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana (SPLAI) e BDS (Boicottaggio, Disinvestimenti, Sanzioni)

  • Agiamo contro il rainbowpinkveganwashing di Israele, in quanto strumentalizzazione utile solo a sviare dai crimini derivanti dall’occupazione. Sosteniamo per questo la RAFIQueer, la barca transfemminista e queer in partenza per Gaza e prendiamo parte al suo equipaggio di terra.

  • Smettiamo di consumare e utilizzare i corpi delle persone di altre specie e di finanziarne la loro mercificazione e spettacolarizzazione.

  • Rifiutiamo l’acquisto di “prodotti” derivati da sfruttamento e sperimentazione animale, sostenendo le realtà che hanno improntato le proprie attività in un’ottica antispecista.

  • Sosteniamo i rifugi antispecisti che si fondano sul volontariato e quasi esclusivamente sull’appoggio e sostegno collettivo, luoghi liberati in cui dove la cura di soggettività che fuoriescono da percorsi di violenza diventa pratica quotidiana di resistenza.

  • Mettiamoci tutt al fianco del rifugio Agripunk, attualmente sotto sfratto, in quanto luogo rigenerato dove il boicottaggio all’allevamento si concretizza nella sua riconversione. Partecipiamo alla campagna Siamo tutt3 Agripunk.

  • Pratichiamo l’uso di un linguaggio, verbale, scritto ed iconografico, che visibilizzi le diversità sollecitando azioni di hackeraggio anche nell’accademia.

  • Contrastiamo la manipolazione normante delle pubblicità, del linguaggio giornalistico, di influencer e fabbricanti di fake news anche con presidi davanti alle agenzie di stampa e segnalazioni dei profili social.

  • Continuiamo a partecipare alla redazione di TRANSfemmINonda e QUEERzionario, due programmi di radiosonar.net che sono spazi di incontro, di dialogo, di libertà, di informazione, di resistenza e di autoformazione.

  • Portiamo il nostro sguardo transfemminista, antispecista e queer contro il collasso climatico e il terricidio nei movimenti ecologisti. Lo facciamo creando reti intersezionali e partecipando alle campagne contro le grandi opere, la privatizzazione dell’acqua, tutto il green e il vegan washing, l’apertura di nuovi allevamenti, il “blablabla” delle COP, delle CORP, dei loro CEO e le guerre devastatrici.

  • Uniamoci alla richiesta di spostare i fondi stanziati nel ponte salviniano sulle ricostruzioni necessarie alla Sicilia e alla Calabria, dopo i cicloni Harry, Oriana e Pedro e la frana di Niscemi. A queste due regioni, sempre più colpite dal cambiamento climatico, con buona pace di chi lo nega, servono reali investimenti strutturali, e non un ponte che NON vogliamo, fatto per pura speculazione.

  • Diamo valore, diffondiamo ed espandiamo le pratiche già esistenti di economia circolare, di vita e attività fuori dai contesti urbani, affinché escano dalla marginalità e diventino una delle possibili alternative.

  • Pratichiamo reti di solidarietà, occupazione e rigenerazione di spazi abbandonati. Sosteniamo l’aumento di orti urbani a gestione collettiva, le azioni di “guerrilla gardening” e bombe di semINaria, la difesa degli alberi nelle città, l’aumento di luoghi di scambio dove si possa raccogliere, riciclare, aggiustare e riutilizzare i gruppi di consumo territoriali, i piccoli mercati di prossimità, la recupera di quelli che sono i “buoni scarti” delle catene di supermercati, gli acquisti anche collettivi di prodotti sfusi e alla spina, l’autoproduzione, le ciclofficine popolari. Trasformiamo artivamente gli spazi che occupiamo e difendiamoli dagli sgomberi perché gridino la nostra rabbia contro un sistema e un contesto sempre più violento.

  • Riduciamo la produzione di rifiuti, segnaliamo allevamenti e aziende inquinanti e partecipiamo alle campagne contro nuovi inceneritori e discariche.

  • Contrastiamo la visione gentrificata che vede la presenza di vegetazione ed animalu negli spazi urbani come un problema di sicurezza, danneggiamento e decoro.

I CONSUMI, L’USO, IL RIUSO SONO SEMPRE GESTI POLITICI

Hai altre proposte? Vuoi partecipare alle nostre assemblee? Vuoi scaricare i materiali delle sanzioni? Vuoi ricevere ulteriori informazioni sulle nostre attività? Scrivici

Sciopero transfemminista permanente LOTTO, BOICOTTO, SCIOPERO!

Puoi scaricare e stampare e diffondere i materiali di questo articolo e già questa è partecipazione allo sciopero!

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